Riunione Tecnica 21 marzo – Gianmario Cuttica

Lunedì 21 marzo è stata una lezione tecnica davvero coinvolgente. La riunione tecnica ha avuto come protagonista Gianmario Cuttica, attualmente “Nostro” Presidente C.R.A Piemonte Valle D’Aosta, dopo i trascorsi prima come Arbitro alla CAN D / CAN C e poi come Assistente Arbitrale in CAN A.


Gianmario, ospite della serata, ha salutato i numerosi associati pinerolesi presenti per l’occasione chiarendo fin da subito lo scopo della sua visita: “Non intendo parlarvi della mia carriera, vorrei invece cercare di trasferirvi quello che ho appreso nella mia vita arbitrale e che mi ha reso più flessibile mentalmente”.
L’ospite ha toccato dei punti imprescindibili per ogni direttore di gara, chiamando in causa per stimolare il dibattito osservatori ed arbitri di ogni categoria.
Dapprima ha esordito paragonando l’arbitro alla teoria dei numeri primi,  ovvero come un numero primo è divisibile solo per 1 e per sé stesso così è anche per l’arbitro.
Proseguendo ha affrontato il tema del posizionamento: “Se non siete in posizione non potete vedere e quindi non potete giudicare. Solo chi arbitra può capire come sia possibile non vedere da tre metri di distanza. E’ tutta una questione di angolazione. Cosa vi porta a vedere meglio? Lo spirito di sacrificio, l’allenamento, i consigli dell’osservatore da cui dovete prendere il massimo che vi può dare, vivendo il momento della visionatura come un’opportunità e un’occasione per crescere”.
Continuando rivolgendosi agli osservatori “Lasciate parlare gli arbitri. Devono essere in grado di fare un’autocorrezione. E’ fondamentale che un arbitro si abitui fin da giovane a controllare la gara, pur sbagliando. Voi osservatori dovete insegnare loro a capire il perché dei loro sbagli, analizzando che cosa c’è sotto per far sì che non li ripetano”.
Un altro argomento chiave è stato quello del controllo del gioco, legato all’aspetto tecnico e disciplinare, e anche in questo frangente Cuttica ha saputo trasmettere un insegnamento importante: “Più che sulla repressione bisogna puntare sulla prevenzione. Dare il cartellino immediatamente e senza esitazioni dà maggiore efficacia al provvedimento e smorza eventuali proteste o sviluppi pericolosi del gioco. Allo stesso modo, il richiamo è efficace quando è mirato perché un arbitro per dare qualcosa di suo deve entrare dentro la gara, non ci si può accontentare di essere dei direttori di gara passivi o meglio amministratori di condominio, dovete dimostrare di conoscere il regolamento e di saperlo interpretare”.
Successivamente, il dibattito è proseguito su alcuni filmati fatti vedere proprio per dimostrare come alcune decisioni arbitrali seguite da un provvedimento disciplinare non preso nell’immediato possano perdere efficacia e formare capannelli di giocatori intorno all’arbitro creando proteste e confusione. Poi,  rivolgendosi a più giovani “Non abbiate paura di prendere decisioni impopolari,come mi diceva il mio mentore, provate a dire di no qualche volta, ma fate le cose semplici e andate a vedere i colleghi della categoria superiore per migliorare. Imparate ad essere responsabili prima e dopo la partita; se avete preso un impegno lo dovete portare a termine”.

Un intervento che ha davvero lasciato il segno……..