Lezione Tecnica 20 Febbraio

La lezione tecnica obbligatoria di lunedì 20 febbraio ha avuto 2 ospiti del nostro CRA: Nino Bondi e Roberto Borgis.
Borgis ha tenuto la lezione tecnica ai nostri associati ed ha voluto ribadire i punti di forza e debolezza dell’arbitro e quello che un osservatore valuta in una gara.

La valutazione del carattere dell’arbitro e la sua capacità di porgersi verso tutti i presenti, in campo e fuori. Nel caso di visionature l’O.A. deve considerare che in genere l’arbitro sottoposto al suo giudizio è un elemento inesperto, del quale non va saggiata solamente l’affidabilità oppure l’autorevolezza ma anche (e soprattutto) la sua predisposizione all’attività arbitrale.

Le qualità di un arbitro sono:
– la sicurezza e la decisione;
– la naturale disinvoltura;
– l’ascendente che riscuote;
– l’indifferenza verso il pubblico;
– la misura e la correttezza nei contatti con gli altri.

Sono, invece, da considerare difetti:
– atteggiamenti forzati e quindi innaturali;
– la supponenza;
– l’incertezza;
– l’eccesso di loquacità e di gestualità;
– la preoccupazione di rimediare ad un errore.

Occorre sottolineare che “condizione atletica” e “pratica tattica” ,continua Roberto,sono legate a filo doppio: infatti, uno spostamento razionale, economico e perspicace rispetto all’evoluzione del gioco è necessariamente sostenuto da un grado di allenamento completo.

Pertanto, sarà compito dell’O.A. controllare la preparazione atletica secondo questi tre momenti di riferimento:

PROGRESSIONE ovvero potenzialità atletica globale. Si tratta della capacità del direttore di gara di velocizzare la propria corsa è indispensabile per mantenere la prossimità al gioco in assoluto.

SCATTO cioè la capacità dell’arbitro di imprimere velocità alla corsa partendo da fermo. Necessaria per le ripartenze improvvise lo “scatto” è un valore aggiunto alla prestazione arbitrale, segno di notevole brillantezza atletica.

FONDO, la base di una perfetta condizione atletica, che consente al direttore di gara di migliorare lo spostamento e posizionamento. La finalità prima del direttore di gara è seguire ravvicinatamente le azioni gioco senza causare intralcio e la sua capacità di “leggere tatticamente” la gara, per la migliore visuale delle situazioni e, nel caso di presenza di assistenti ufficiali, per una ottimale collaborazione.

Tuttavia, è importante descrivere anche l’utilizzo, a titolo preventivo, del richiamo verbale da parte dell’arbitro: detto richiamo, di fatto, non è ufficialmente uno dei possibili istituti disciplinari contemplati (ammonizione, espulsione, inibizione ed allontanamento), ma è di grande aiuto per quei momenti di “picco” della gara dove, magari, l’episodio accaduto richiede un qualcosa in più di un semplice fischio e un qualcosa in meno di una sanzione disciplinare ufficiale. Il richiamo verbale va analizzato nella sua modalità di effettuazione (gridato, sussurrato, sottolineato con gesti oppure mimica facciale).
Però, è sempre bene ricordare che non esiste un modello di prevenzione disciplinare valido per tutte le gare: come recita uno dei luoghi comuni calcistici, “ogni partita ha una storia”.
Dopo alcune domande da parte dei nostri associati, presenti in gran numero, il nostro presidente ha ringraziato gli ospiti e ha dato il rompete le righe.

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