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Memorial Beppe Corso, Pinerolo sesta e delusa

L'entrata in campo al Beppe Corso

In una magica domenica scalfita dalle note soavi dell’Inno di Mameli, suonato poche ore prima per il debutto al Mondiale dell’Italia, ci si aspettava di trovare dei leoni al torneo “Memorial Beppe Corso” di Torino. Tuttavia, non è stato così. Al Beppe Corso è sceso in campo un Pinerolo piccolo piccolo, con poca personalità e poco gioco. La sesta posizione pesa perché il divario tra le squadre era nullo, ma il gioco del pallone si erige su di un principio fondamentale: chi segna vince e le polveri oggi del Pine erano proprio bagnate.

Beppe Corso, Troppe ombre poche luci

Davvero appannata la formazione del Pine in questo Beppe Corso: qualche fiammata di calcio spettacolo alternato a profondi cali di intensità che rendono una partita “facile” invero molto sudata. Tuttavia, per vincere bisogna sapere sudare e soffrire. Pur non giocando al meglio delle sue possibilità saltano fuori alcune vittorie. Ormai il Pinerolo è una realtà, da non sottovalutare, da temere e da rispettare.
Allora continuiamo a godercela e lasciamoci brandire da sogni irrealizzabili e illusioni, che chissà magari un giorno potrebbero diventare reali! I voti oggi il mister preferisce non darne, anche a causa dell’impietosità di alcuni giudizi. Da segnalare la giornata no di Santiano e Stassi, la sufficienza piena di Azzarello, Sechi e Gianni, presente al torneo anche se infortunato, discreti Dalfino e Infante. Buona Ricucci (al mattino assente) un voto lo meritano invece:
Maccarone 9
Prestazione costante, ottima perché viene bombardato ma non molla mai di un centimetro. Da vero leader incoraggia la squadra a volte regala qualche parata spettacolo vedi il rigore. La sorpresa la porta con sé.
Berger 10
Apre le marcature subito, come dire “su di me Pinerolo puoi solo che cadere bene”. Torneo di quantità e qualità a tutto campo. Di spessore senza dubbio. Mai ha vacillato insuperabile gioca a tutto campo e non si stanca mai. Il Mister gli deve la palma del migliore. Un condottiero.
Garelli s.v.
È un po’ come le bandiere, dove tira il vento va. Ha cercato di guidare il vascello all’obiettivo Beppe Corso ma non c’è riuscito. Coraggioso, sempre sul pezzo non molla mai. Sempre irascibile e scontroso.
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