Rizzoli, Stefani e Faverani designati per la finale della FIFA World Cup

In un Mondiale che ha perso gli Azzurri alle prime battute, l’Italia arriva comunque fino in fondo al torneo grazie a Nicola Rizzoli, designato per dirigere la finale al Maracanà tra Germania e Argentina.

Un successo non inatteso, perché l’uscita della squadra di Prandelli aveva in qualche modo agevolato la strada al fischietto modenese, tra i più considerati nel lotto dei possibili finalisti, ma che comunque va considerato come un importante riconoscimento internazionale ad un movimento calcistico, oltre che arbitrale, che rimane di primo piano nel mondo.

«Mi vengono i brividi all’idea, l’Italia è in finale, è una grande rivincita e una grandissima soddisfazione», ha detto a caldo il presidente dell’Aia, Marcello Nicchi, che ha sempre creduto nelle possibilità del «suo» uomo di arbitrare l’ultimo e supremo atto del torneo iridato, domenica sera, davanti a miliardi di telespettatori.
Rizzoli, 43 anni, sarà il terzo arbitro italiano a dirigere una finale mondiale. Prima di lui tale onore capitò a Sergio Gonella, che nel 1978 fu designato per Argentina-Olanda a Buenos Aires, che regalò il primo titolo ai sudamericani, e a Pierluigi Collina, arbitro di Brasile-Germania nel 2002 a Yokohama, in Giappone, quando Ronaldo e compagni portarono a casa la quinta e finora ultima Coppa del Mondo.

Nicchi, che si aspettava questo exploit, ha fatto sapere che Rizzoli in vista della possibile chiamata «stava lavorando bene, e si sentiva pronto. Io – ha detto ancora il n.1 dell’Aia – Ero sicuro che se una nazionale italiana non fosse arrivata in fondo, ci sarebbe riuscita l’altra». Una nazionale fatta non di 11 giocatori ma di tre, visto che ad affiancare Rizzoli saranno altri due italiani, Renato Faverani e Andrea Stefani, ma comunque sufficiente a veder comunque sventolare il tricolore sul Maracanà.

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