CAN B, Farina: “L’arbitro deve avere capacità manageriali”

Prosegue a ritmo serrato il raduno della CAN B di Sportilia, giunto alla sua terza giornata. Le argomentazioni tecniche sono entrate del vivo, ma la commissione guidata da Stefano Farina sta puntando molto sulla motivazione della squadra arbitrale, dove il direttore di gara deve mettere tutti nelle condizioni di assumersi le proprie responsabilità, sotto la sua coordinazione e il controllo.

Raduno CAN B, il racconto delle attività

Come ogni mattina arbitri e assistenti, i primi nello stadio “Gabetto” e i giudici di linea sull’erba dello “Scirea”, hanno sostenuto una seduta di allenamento a ritmi moderati, dal momento che il giorno prima tutti avevano sostenuto i test atletici. Tornati in aula il commissario, con il supporto di videoclip, ha approfondito diverse argomentazioni tecniche, in particolare i falli di mano e la condotta gravemente sleale, spaziando anche sul comportamentale e disciplinare. Ha dunque elargito qualche consiglio pratico: “Facciamo sempre le cose facili e che gli assistenti forniscano il giusto supporto, nell’ambito di una sana collaborazione e senza mai ricercare esasperatamente la segnalazione”. Rivolgendosi ai direttori di gara ha invece detto di arbitrare “tranquilli, senza mai farsi condizionare da eventuali episodi dubbi”.

Nel pomeriggio, sempre Farina, ha invece focalizzato molto l’attenzione sul concetto di squadra arbitrale e le rispettive mansioni dei singoli che la compongono: “Gli assistenti devono operare serenamente, senza temere interferenze da parte dell’arbitro, che a sua volta deve essere come un manager. Il suo obiettivo è diventare carismatico per essere in grado di ottenere tutto dalla squadra arbitrale, delegando e controllando, e casomai intervenire. Un arbitro che ha fiducia in se stesso è capace di delegare di più”. Una nuova concezione del ruolo, quindi, che sarà uno degli obiettivi primari della CAN B.

Il vicecommissario Gabriele Gava ha invece intrattenuto i presenti sugli arbitri addizionali, ricordando che sono figure presenti solo nelle gare di Serie A e che devono dare un supporto adeguato alle richieste della categoria superiore. Una mansione certamente non facile, per cui Gava ha fornito una serie di utilissimi ragguagli: “Intanto cambia la zona dove si opera, da cui c’è un angolo di visione e una prospettiva ben diversa da quelli di arbitro e assistenti. L’addizionale deve adattarsi al metro di giudizio del direttore di gara. I suoi messaggi possono essere pochi ma fondamentali, perché comunica decisioni importanti come un fallo da rigore o un provvedimento disciplinare”. Un ruolo dove si rischia un eccessivo rilassamento, poiché in linea di massima questi componenti della sestina arbitrale non sono impegnati in campo di continuo; questo è il consiglio che ha elargito Gava a riguardo: “Occorre guadare costantemente la partita per rimanere concentrati, anche spostandosi nella zona di competenza. Tra gli accorgimenti per migliorare è fondamentale seguire le disposizioni impartite durante i raduni CAN A e studiare gli episodi avvenuti in Serie A e farne tesoro”.

I convocati del raduno sono quindi tornati sui campi per la seduta di allenamento serale, anche questa ad intensità moderata. Dopo cena la terza riunione tecnica della giornata, a cui hanno preso parte anche gli osservatori; durante i lavori è stata ulteriormente approfondita la collaborazione tra arbitro e assistenti. E per l’opportuna uniformità di valutazione Farina ha voluto che questa riunione fosse congiunta.