L’AIA per principianti, la “piramide” tecnica

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Su richiesta di numerosi associati inauguriamo questa rubrica dedicata agli aspetti meno noti della nostra Associazione. In questa prima parte, intraprenderemo un viaggio dal basso verso l’alto alla scoperta delle categorie “tecniche” che formano l’esperienza arbitrale della nostra associazione. Per semplicità di analisi ci riferiremo al Calcio A11. Per quanto riguarda il calcio A5 verrà stilato un articolo in merito.

L’OTS, entriamo in casa!

La nostra sezione durante l'RTO tenuta qualche tempo fa da Fabio Comito.
La nostra sezione durante l’RTO tenuta qualche tempo fa da Fabio Comito.

Seguito il corso e superato l’esame, il novello arbitro effettivo deve misurarsi con la sua prima categoria, il cosiddetto organo tecnico sezionale.

Le gare normalmente afferenti all’OTS sono quelle del settore giovanile (Giovanissimi, Allievi, Juniores) provinciale. A queste divisioni si aggiunge, ove presente, la Terza Categoria, nono ed ultimo livello del calcio italiano.

La designazione di queste gare spetta agli organi che di fatto costituiscono i vari OTS, ovvero le sezioni. Tuttavia, non sono queste a decidere quali partite sono di propria competenza: questo spetta alle Delegazioni Provinciali, che delegano le gare a seconda delle sezioni a cui si rivolgono. Tuttavia, se si presentano problematiche all’organico arbitrale, una sezione può decidere di delegare a sua volta una gara ad un’altra sezione, che dovrà occuparsi così della sua assegnazione e gestione.

Esempio: La delegazione FIGC di Pinerolo assegna tutte le gare di propria competenza alla sezione di Pinerolo, che ha così la delega per decidere quale arbitro dovrà dirigere ciascuna gara. Se nell’organico risultano più gare che arbitri disponibili, la sezione può decidere di delegare le gare scoperte ad un’altra sezione vicina.

L’OTR, usciamo dal “cortile”!

Parte del gruppo pinerolese durante la lezione tecnica sulla Circolare 1 (Raduno 2016/17 CRA)
Parte del gruppo pinerolese durante la lezione tecnica sulla Circolare 1 (Raduno 2016/17 CRA)

Se l’arbitro risulta tecnicamente meritevole, l’OTS può decidere se proporlo per il passaggio all’Organo Tecnico Regionale, colloquialmente OTR. Sarà compito della Commissione Regionale decidere se accettare la proposta e immettere l’associato in organico. Questa è una procedura comune a tutti i passaggi di categoria.

Esempio: Quest’anno, alla nostra sezione sono afferiti sette passaggi da OTS a OTR, la totalità degli arbitri proposti.

Differentemente dalle sezioni, il numero di arbitri all’OTR è fisso e dipendente dal numero delle gare normalmente afferenti ogni settimana. Al momento, per il solo Calcio A11, sono presenti 190 arbitri e 186 assistenti, sufficienti per coprire le richieste tecniche. A puro titolo di confronto, il numero di arbitri regionali è circa il 10% di quelli sezionali (dati CRA Piemonte).

Come suggerisce il nome dell’organo stesso, le gare delegate all’OTR provengono dal Comitato Regionale della FIGC: pertanto, spetta al CRA (altra denominazione dell’OTR) designare le gare dall’Eccellenza alla Seconda Categoria per quanto riguarda il calcio “senior”, dalla Serie C alla Primavera per quanto riguarda il calcio femminile e delle divisioni regionali (eccezion fatta per la Berretti, nazionale) per quanto riguarda il settore giovanile.

Per far fronte all’importante numero di partite assegnato, ogni settimana l’OTR delega le gare di Seconda Categoria, femminili, e del settore giovanile regionale alle sezioni, che sono così libere di utilizzare un arbitro in forza all’OTS  per “coprire” la gara assegnata. Rimangono invece di competenza diretta le gare di Prima Categoria, Promozione e Eccellenza regionali.

La CAI, prendiamo la strada!

Gli arbitri proponibili per la CAI alle prese con i test teorici durante il Raduno Playoff 2015/16, svoltosi presso a nostra sezione.
Gli arbitri proponibili per la CAI alle prese con i test teorici durante il Raduno Playoff 2015/16, svoltosi presso a nostra sezione.

Se in ambito regionale si sono dimostrate capacità evidenti, l’OTR può decidere se proporre un Arbitro Effettivo per il passaggio alla Commissione Arbitrale Interregionale, gergalmente CAI, primo livello nazionale dell’AIA. Dei 151 associati afferenti alla CAI, ben sette sono piemontesi, numero pari al 4% degli associati all’OTR.

Ciò che distingue formalmente la CAI è la possibilità di designare arbitri per partite di Eccellenza, Promozione, Calcio Femminile di Serie A e B e Juniores Nazionale in tutta Italia. Per quanto riguarda le prime due sono delegate dall’OTR e sono normalmente contraddistinte da un grado di difficoltà più elevato rispetto alla media. Nel caso del Calcio Femminile e della Juniores Nazionale, la delegazione avviene direttamente da parte della LND nazionale e pertanto la designazione è diretta, fatta eccezione per alcune gare di Juniores delegate settimanalmente all’OTR.

Essendo una categoria composta da soli arbitri, l’OTR fornisce gli Assistenti Arbitrali in caso di gare arbitrate da un associato CAI.

CAN/D, cominciamo a correre!

Un momento di aggregazione durante l'ultimo Raduno di preparazione per gli arbitri di CAN D.
Un momento di aggregazione durante l’ultimo Raduno di preparazione per gli arbitri di CAN D.

Se in giro per l’Italia si sono mostrate importanti doti, la Commissione CAI può proporre un Arbitro Effettivo per il passaggio alla Commissione Arbitri Nazionale Dilettanti, gergalmente CAN/D. Lo stesso può fare l’OTR, ma solo nel caso di assistenti arbitrali. l’Organico della CAN/D è composto da 180 arbitri (11 piemontesi) e 359 assistenti (22 piemontesi), in proporzione perfetta di uno a due.

Come suggerisce il nome stesso, le gare di diretta competenza della CAN/D sono quelle di Serie D, oltre al settore giovanile nazionale, fatta eccezione per le Juniores Nazionali e per la Berretti. Nel caso dei Giovanissimi Nazionali, le gare sono delegate integralmente agli OTR di competenza.

CAN PRO, iniziamo la scalata!

L'organico CAN PRO schierato a Sportilia durante il Raduno 2016/17
L’organico CAN PRO schierato a Sportilia durante il Raduno 2016/17

Se si è proposti per il passaggio nella Commissione Arbitrale Nazionale Lega Pro (CAN PRO), si entra di diritto nell’eccellenza. L’organico è di soli 78 arbitri (4 piemontesi) 162 assistenti (8 piemontesi).

Alla CAN PRO sono delegate le gare di Lega Pro e del Campionato Primavera. Da questo livello in avanti non si possono più delegare gare ad organi tecnici inferiori o superiori.

CAN/B, vediamo la cima!

Una fase di un Raduno periodico della CAN B.
Una fase di un Raduno periodico della CAN B.

L’eccellenza diventa evidente se dalla CAN PRO si è proposti per la Commissione Arbitrale Nazionale Serie B  (CAN/B), composta da 26 arbitri (due piemontesi, il nostro Manganiello e Serra di Torino) e 42 assistenti (due piemontesi, Borzomì e Lanza di Torino e Nichelino).

Alla CAN/B afferiscono unicamente le gare di Serie B. È inoltre possibile, oltre che comune, che un arbitro o un assistente di CAN/B venga chiamato per dirigere od assistere una partita di Serie A, nell’ottica di un futuro inserimento dell’organo tecnico superiore.

CAN/A, scalata completata!

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Arbitri di CAN A durante il riscaldamento in quel di Coverciano.

L’eccellenza diventa assoluta se dalla CAN/B si è proposti per la Commissione Arbitrale Nazionale Serie A (CAN/A), massimo livello della piramide tecnica dell’AIA. Qui, 22 arbitri (un piemontese, Pairetto di Nichelino) e 41 assistenti (due piemontesi, Di Fiore di Aosta e Di Iorio del VCO) sono a disposizione di uno dei campionati più belli del mondo.

 

AIA, Una scalata da sogno!

Come evidente, la piramide associativa è sempre più stretta mano a mano che si sale. Di circa 36000 associati nazionali, solo 63 sono in cima, una percentuale dello 0,175%, leggermente maggiore del famoso “uno su mille” di Morandi, ma pur sempre assai bassa. Ciononostante, crederci è un obbligo: chi arriva in cima non è un miracolato, ma colui che più di altri ha voluto fortemente credere in sé e nella sua voglia di migliorarsi partita per partita. Per questa la vita associativa non deve essere come una retta costante lungo il tempo, ma una scala, in cui scalare ogni gradino con consapevolezza, voglia e soprattutto gioia.