Silvia Tea Spinelli, la femminilità nell’arbitraggio

Venerdì 9 febbraio è stata nostra gradita ospite, presso i locali sezionali, Silvia Tea Spinelli, componente della CAN D ed ex arbitro internazionale femminile. Senza dilungarci troppo nella sua storia, che potrete trovare in questo articolo, riviviamo passo per passo una serata dalle mille ed interessanti sfaccettature.

Silvia Tea, un percorso difficile ma pieno di gioie

La serata non solo ha visto la massiccia presenza di associati pinerolesi, ma anche la presenza di due arbitri donna come Letizia Pinelli (Biella) e Gaia Neri (Alessandria), facenti parte del recentemente istituito progetto Women Talent. Silvia Tea è stata presentata dal nostro Walter Giachero, che ha ricoperto inoltre il ruolo di rappresentante del Comitato Regionale, portando i saluti del Presidente Luigi Stella e di tutta la commissione.

È un piacere tornare a Pinerolo – Ha affermato Silvia all’inizio della riunione – ero già stata ospite tempo fa durante la presidenza Falca, da allora sono cambiate tante cose, soprattutto per le donne che vogliono diventare arbitro.”

Dopodiché ha coinvolto le “femmine” presenti, raccontando quelli che sono stati i suoi esordi: “Ho iniziato per passione del calcio, ma allora l’arbitro donna era ancora visto come una razza strana, ho dovuto affrontare una grande diffidenza. Per fortuna ho condiviso e sto condividendo questo percorso con persone speciali e su questo avuto davvero molta fortuna, e grazie a loro ed alle mille esperienze posso dire di essere una donna migliore.”

Dal punto di vista tecnico, Silvia Tea ha proposto il video di una delle sue ultime partite internazionali, ovvero Francia – Romania femminile. “Questa partita non è andata molto bene – Ha affermato l’ex internazionale – Ma mi ha aiutato a capire ancora meglio l’importanza della preparazione delle gara, al fine di non farsi cogliere di sorpresa dai preconcetti spesso errati”. Gli episodi cruciali hanno riguardato soprattutto situazioni di fuorigioco di difficile valutazione.

Al termine dell’analisi dell’incontro, Silvia Tea ha proposto alcuni episodi riguardanti l’utilizzo improprio di mani e braccia e le conseguenti decisioni tecniche e disciplinari.