Matteo e Samuel, amici oltre il tempo

Matteo e Samuel, amici oltre il tempo

Il settimo #PineTellings è un racconto dell’amicizia ventennale, nata tra i banchi di scuola e continuata in Sezione, tra Matteo e Samuel.

La data era il 13 settembre 1999. Per gli scolari piemontesi, il primo giorno di scuola. Per noi, il primo in assoluto. Vestiti di tutto punto, con il grembiulino inamidato, seduti composti dietro ai nostri banchetti. Sorrisi, qualche preoccupazione e trepidante attesa, come ogni inizio che si rispetti. All’annuncio dell’intervallo, un’esplosione: di gioco, di gioia, di precoce liberazione. Inizia così, con il beneficio della memoria, il nostro cammino.

Crescere insieme

Siamo Matteo e Samuel. Uno biondino paffuto, un po’ emarginato, ma dalla strana creatività. L’altro mingherlino, dalla chioma corvina ed “In” ancora prima che il concetto fosse introdotto. Nonostante apparenti ed infantili divergenze, la bontà del destino ha fatto in modo che ben presto ci si riferisse all’altro come amico. Ci divertiamo a ballare a ritmo di “Senza Dubbio” degli Articolo 31, mentre sgarpiamo in enormi ceste piene di Lego. Poi gli intervalli, il campetto, le partite e Matteo che, con un colpo di genio degno del suo essere astruso si inventa arbitro, quantomeno per qualche partita. Le stesse partite che Samuel, forte di compagni abili, vince sistematicamente.

Dalle elementari, alle medie. Dal 13 settembre 1999 a quello del 2004. Amici, ancora. Condividiamo la classe, l’adolescenza, le scoperte, forse anche qualche cotta. Dalle medie, alle superiori. Dal 13/09/2004 al 10 settembre 2007. Samuel ha un bellissimo Malaguti Phantom F12-R e Matteo capisce subito quando arriva a casa sua. Una storia che appartiene a decine di pomeriggi, antidoti ad un’esistenza che regala momenti immeritati a qualsiasi età. Quali siano non si dice, ma stando insieme forse un po’ ce ne si dimentica.

Matteo e Samuel, un’occasione da Pinerolo

Durante le superiori, il tempo ci regala montagne di cambiamenti da raccontare. Il ragazzino paffuto e schernito lascia spazio ad un ragazzo incluso e al pieno della sua creatività. Samuel, da mingherlino che era, mette su un’armatura di muscoli da portare con orgoglio. A soli sei mesi dagli inevitabili titoli di coda, tutto acquista un significato. Basta una circolare, un “corso arbitri” in partenza, per permetterci di continuare a scrivere il racconto di un’amicizia. Le superiori sono finite, ed inevitabilmente Università e Lavoro ci hanno diviso. Ciò nonostante, l’Associazione ha continuato a tenerci uniti, facendoci passare dai banchi ed i campetti alle poltrone del raduno CRA ed i campi da gioco della Promozione.

Così, è bastata una decisione semplice per regalarci un tempo che ancora adesso parla di noi. In vent’anni abbiamo condiviso tutto e, da arbitri, ancora di più. Tuttavia, anche il nobile status arbitrale scompare davanti alla magnificenza di un’amicizia cominciata 21 anni fa tra i banchi di scuola. Forse, non abbiamo bisogno dell’Associazione per sapere che ci vogliamo bene. Tuttavia, attraverso di Lei abbiamo capito che in quel rettangolo verde c’è sempre un amico nella fascia opposta pronto a supportarti in qualsiasi decisione. Giusta o sbagliata che sia.

Amici, soprattutto in campo

Per noi, per Matteo e Samuel, il valore più alto in un terna arbitrale non è la capacità nel non sbagliare, ma la consapevolezza di poter avere una cieca fiducia nei tuoi compagni, che sono pronti a seguirti anche quando fischi il rigore inesistente o il fuorigioco sbagliato. Così come nella vita.

Articoli Correlati