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Giacomelli, la leggerezza dell’arbitrare

Giacomelli

Leggerezza, condivisione e animo! Piero Giacomelli è stato nostro graditissimo ospite questa sera, in una RTO via Google Meet che ha regalato a tutti gli associati gioia e coinvolgimento in un momento storico difficilissimo.

Giacomelli, il figlio perfetto!

Rosano prima e Falca poi presentano Piero, con brevi accenni di carriera uno e il saluto del CRA Piemonte/VdA l’altro. Si comincia subito con un Giacomelli che non ti aspetti, quello appassionato di vela, spinta dal vento della sua Trieste. “La mia prima passione è proprio la vela – afferma Piero – I miei genitori mi hanno comprato una piccola barca quando avevo 6 anni. Nove anni dopo ho cominciato a fare l’istruttore e per molto tempo sono andato avanti così: di inverno arbitravo e di estate insegnavo vela. Per i miei ero il figlio modello!“.

La scelta di Giacomelli è chiara. Niente video, ma un lungo racconto, anche anedottico, della sua storia da arbitro. “Ho iniziato a 15 anni precisi, letteralmente! Hanno spostato apposta l’esame il 6 novembre, il giorno del mio compleanno. Poi la gavetta e che gavetta! Un anno di esordienti, un anno di giovanissimi, di allievi e così via”. Proprio la gavetta è una costante del discorso iniziale di Piero: “In terza ho fatto cinque stagioni, ed ho dovuto pure aspettare la maggiore età! Quante volte in quegli anni avrei voluto mollare, ma poi ho capito quel periodo mi ha aiutato a maturare la calma che mi ha aiutato durante la mia carriera. Mi dicevano di tutto anche semplicemente perché fossi triestino!“.

Godersela fino alla fine!

La gavetta “prolungata” di Piero Giacomelli costruisce una consapevolezza, forte, spiegata in queste parole. “Non vince chi arriva prima, vince chi sa godersi il momento. Andate piano, prendetevi i vostri tempi, non abbiate smania di arrivare e prendetevi il tempo per divertirvi. Sì, divertirvi! Condividete le vostre gioie, bagnate con i vostri amici gli esordi. Insomma, godetevela!”

Un altro esempio della gavetta di Giacomelli riguarda la sua vita sezionale, non sempre esemplare ma sicuramente fondamentale per la sua crescita: “I miei primi anni di Sezione li ho vissuti con particolare distacco. Frequentavo poco le riunioni, tanto da prendermi numerose sospensioni. Poi ho vissuto una sorta di cambiamento quando ho fatto l’esordio in Prima Categoria. Avevo molti amici di Sezione e grazie a questo ho cominciato ad interessarmi di più. Una decina di anni dopo sono anche diventato Presidente, perciò figuratevi!”

Ho capito che potevo togliermi delle soddisfazioni arrivato in Promozione – Afferma Giacomelli – Dopo qualche partita di Prima Categoria mi avvisarono di un imminente esordio nella categoria superiore. Dall’emozione scesi in strada a correre, sotto una pioggia battente. Nemmeno io sapevo cosa stessi facendo, ma non mi sentivo preparato e dovevo esserlo. Non lasciatevi mai andare, allenatevi sempre e ponetevi obiettivi reali!”

Uno di noi!

Tanti anche gli aneddoti raccontati insieme con Walter Giachero e Gianluca Manganiello. Il primo ha ricordato un Genoa – Livorno in cui Giacomelli si è reso di una prestazione in crescendo come poche altre!

Un’ora e mezza passata in un lampo, guidata da un arbitro che per molti potrebbe risultare atipico ma che grazie alla sua calma, al suo godersi le situazioni, è arrivato al vertice dell’arbitraggio in Italia. Perché la vita non è così seria come vorrebbe sembrare, ed a volte un sorriso ti porta più lontano di quanto si pensa.

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